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Regresso e prescrizione

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        <p>Regresso e prescrizione</p>

Come per la cambiale, anche in caso di
mancato pagamento
dell’assegno il portatore può agire contro gli obbligati
di regresso.
A differenza della cambiale non abbiamo obbligati diretti, poiché la banca che
rifiuta il pagamento non può essere considerata obbligato cambiario. Mancando,
quindi, un trattario vero e proprio rimangono solo gli obbligati di regresso, il
traente e i giranti. 

Vediamo, ora, a quali condizioni il portatore può esercitare il regresso nei
riguardi dei giranti:

<table><tr><td>condizioni per il 
        regresso </td>
        <td>

            <table><tr><td>
                    assegno presentato in tempo utile </td>
                </tr><tr><td>
                    rifiuto del pagamento constatato con protesto, oppure:
                    <b>1</b>. con dichiarazione del trattario scritta sullo 
                    assegno bancario;<b> 2</b>. con dichiarazione del capo 
                    di una stanza di compensazione </td>
                </tr></table>
        </td>
    </tr></table>

Per il traente, invece, non è necessario levare il protesto eo presentare
l’assegno in tempo utile per agire in regresso contro di lui.
In un caso, però, si rischia di perdere l’azione di regresso e cioè quando
decorso il termine di presentazione, la disponibilità della somma sia venuta a
mancare per fatto addebitabile alla banca.

Per quanto riguarda la prescrizione dell’azione di regresso, nella sottostante
tabella sono riportati i termini entro i quali bisogna agire nei confronti di
tutti gli obbligati cambiari:

termini di prescrizione
il
regresso del portatore contro i giranti, il traente e gli
altri obbligati si prescrive in sei mesi dallo
spirare del termine di presentazione
le
azioni di regresso tra i diversi obbligati al pagamento
dell’assegno bancario gli uni contro gli altri si
prescrivono in sei mesi a decorrere dal giorno in cui
l’obbligato ha pagato l’assegno bancario o dal giorno in cui
l’azione di regresso è stata promossa contro di lui
l’azione di arricchimento si prescrive nel termine di un
anno
dal giorno della perdita dell’azione nascente dal
titolo

Essendo l’assegno bancario un titolo esecutivo, il portatore può azionare
direttamente un processo esecutivo.



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