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Mutuo e Finanziamenti a Cattivi Pagatori e Protestati

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Chiariamo subito che la banca, solitamente, non delibera il mutuo a cattivi pagatori o peggio il mutuo a protestati. E se lo fa richiede garanzie normalmente non alla portata del richiedente. Questo perché l’istituto di credito ovviamente tutela i propri capitali contro i possibili rischi di insolvenza dei debitori, soprattutto coloro che in passato si sono macchiati la “fedina creditizia”.

Prima di analizzare le possibili soluzioni a questo impasse, bisogna capire la differenza tra cattivo pagatore e protestato e come queste qualifiche impattino negativamente a livello globale sulle possibili richieste di finanziamento.

  • Cattivo pagatore: è colui che, nel corso di finanziamenti precedenti, ha manifestato scorrettezze nella puntualità dei rimborsi perché ad esempio ha pagato una o più rate in ritardo o non ha pagato anche solo una rata. Anche colui che ha tentato dei raggiri (es. perché ha tentato di pagare con un assegno scoperto), ed è stato scoperto viene etichettato come cattivo pagatore.
  • Protestato: è colui che una volta assunto l’impegno formale al rimborso di un debito tramite sottoscrizione di cambiale o altro titolo esecutivo, si rifiuta di accettare/pagare il titolo stesso che viene convertito pertanto in “protesto” e registrato presso il Registro dei Protesti.

L’essere protestati è più grave che essere qualificati come cattivi pagatori.

Al di là delle conseguenze dirette che atti simili attivano (es. sanzioni, computo di oneri di riscossione, esecuzione coatta, etc…), vi sono dei risvolti molto più gravi che determinano di fatto una compressione dei possibili finanziamenti futuri (es. mutuo): il nominativo del soggetto insolvente viene iscritto in banche dati collegate tra loro (le cosiddette Centrali Rischi), che vengono consultate dagli istituti di credito e dalle finanziarie per delineare una sorta di punteggio di merito del richiedente (il cosiddetto cretit score).

Senza addentrarci troppo nel tema (per approfondimenti vedere Prestito a Cattivi Pagatori e Protestati), basti sapere che fintantoché il proprio nominativo è presente in queste banche dati rischi sarà pressoché impossibile ottenere un cretit score tale da conquistare la fiducia della banca.

Il primo importantissimo passo è quindi sanare la propria posizione di cattivo pagatore o protestato. Vediamo come.

Come cancellare il proprio nominativo dalle banche dati delle Centrali Rischi

Diamo per scontato che il vostro nominativo sia già stato incluso in banca dati della centrale rischi, come cattivo pagatore o protestato, e che quindi non abbiate proceduto a sanare le inadempienze entro l’intervallo temporale che normalmente le banche concedono previo avviso formale al cliente (il preavviso di iscrizione).

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La prima cosa da sapere è che il tempo medio di permanenza massima all’interno delle banche dati rischi è di tre anni a meno che in questo periodo il soggetto non metta in atto altri comportamenti a rischio.

Quello che consigliamo è:

  1. Richiedere formalmente alla Centrale Rischi un report con il proprio status personale.
  2. Una volta ottenuto questo importante documento, si deve analizzare compiutamente tutte le informazioni ivi contenute alla ricerca di possibili incogruenze o errori.
  3. Nel caso venissero riscontrate inesattezze si può fare istanza di correzione.
  4. Se effettivamente tutti i dati sono corretti e si è qualificati come cattivi pagatori o protestati, bisogna:
    • innanzitutto sanare le proprie pendenze (pagamento di debiti insuluti, cambiali, etc..);
    • richiedere la cancellazione di eventuali protesti,
    • attendere che il proprio status venga cancellato per decorrenza dei termini.

Quindi prima di avanzare una richiesta di mutuo alla banca è necessario ripulire la propria fedina creditizia; pertanto è fondamentale stimare in via conservativa i tempi necessari (prendersi un anticipo di almeno 3 anni).

Un controllo preventivo del proprio nominativo è in ogni caso consigliato soprattutto a fronte dei sempre più frequenti furti dei dati delle carte di credito che possono teoricamente implicare l’iscrizione alla banche dati delle Centrali Rischi.

A conclusione di questa breve presentazione sulle banche dati, va segnalato che qualsiasi richiedente un prestito va inserito in banca dati, anche se non cattivo pagatore o protestato; semplicemente vengono registrati tutti gli eventi negativi e positivi che riguardano il finanziamento; pagamenti regolari e restituzioni dei finanziamenti contribuiscono a delineare un profilo di merito creditizio positivo, che quindi può facilitare la delibera di mutui e prestiti futuri.

Finanziamenti ai Cattivi Pagatori e Protestati

In caso non fosse possibile attendere la cancellazione dalle banche rischi, si può tentare di ricorrere ad altre forme di finanziamento richiedibili anche da cattivi pagatori o protestati.

Si tratta di finanziamenti che danno a garanzia un bene di valore oppure che vedono il coinvolgimento di terzi a garanzia. Nello specifico:

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  • Mutuo Ipotecario: è un mutuo che offre a garanzia del finanziamento un immobile di proprietà libero da qualsiasi ipoteca. Su questo immobile viene iscritta una ipoteca di primo grado. In caso di inadempienza l’ipoteca viene resa eseguibile e si corre il rischio di perdere l’immobile. Ci sono molti vincoli (vedi mutuo ipotecario), sia per quanto attiene agli immobili accettati in garanzia, sia per quanto riguarda gli importi erogabili.
  • Mutuo Fideiussorio, in cui intervengono a garanzia terzi coobbligati.

Altrimenti per importi più limitati rispetto a quelli tipici di un mutuo si può tentare di ricorrere a prestiti per i quali il proprio cretit score impatta meno, quali ad es. il prestito tramite cessione del quinto (garantito dalla busta paga), il prestito ipotecario (analogo al mutuo ipotecario), il prestito su pegno (di beni di valore, es. gioielli).

Va detto per correttezza che si tratta di escamotage ad una situazione critica e che la via corretta è sanare la propria posizione nei confronti dei debitori, delle banche dati e tornare ad essere soggetti finanziabili. Ricostruire il proprio punteggio di merito è la via più lunga e difficile ma nel contempo più efficace nel medio/lungo periodo. Una possibile soluzione per rafforzare il proprio cretit score è il rent to buy per il quale vi reinviamo alla pagina dedicata e che vi riassumiamo per sommi capi: si tratta di un sistema che per i primi anni del finanziamento si configura come una sorta di affitto il cui regolare pagamento costituisce un merito agli occhi dell’istituto di credito.

Un ultimo consiglio: valutate con molta cautela le offerte che spesso provengono da finanziarie che promettono finanziamenti a protestati e cattivi pagatori. Frequentemente vengono chieste commissioni per l’analisi della pratica senza che possano sussistere garanzie di cancellazione dalle banche rischi. Spesso la pratica si conclude con un rifiuto di finanziamento oppure con proposte alternative simili a quelle sopra elencate, e con la perdita economica delle somme anticipate. Conviene muovere autonomamente i primi passi di analisi come suggerito e comunque rifiutare la richiesta di pagamenti per pre-analisi.

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