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Debiti defunto: prescrizione

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Come calcolare la prescrizione di fatture, bollette, contratti, condanne, tasse e cartelle esattoriali dovute dall’erede e quando non pagare. Come comportarsi davanti a un atto interruttivo della prescrizione.

In un precedente articolo, abbiamo elencato quali sono i debiti intrasmissibili agli eredi. Abbiamo anche spiegato che, tra questi, ci sono quelli più antichi che sono caduti in prescrizione. La prescrizione però non deve essere stata interrotta da un sollecito di pagamento inviato, prima della scadenza del termine, al defunto o agli eredi stessi (circostanza che, altrimenti, renderebbe dovuto il pagamento).

Ma come si fa a stabilire qual è la prescrizione dei debiti del defunto? Come si può essere certi di non dover pagare e che, anche in caso di decreto ingiuntivo o di cartella esattoriale, si può fare opposizione? È chiaro che una valutazione del genere deve essere fatta con molta attenzione: anche da questo dipende la scelta tra l’accettazione e la rinuncia all’eredità. Chi lascia molti debiti che, in realtà, sono prescritti, in realtà non ne ha lasciato nessuno.

È vero: molto probabilmente i creditori busseranno comunque alla porta degli eredi, magari confidando nel disorientamento di chi, non al corrente degli affari del de cuius, è chiamato a risolvere decine di beghe per la successione. In realtà, stabilire la prescrizione dei debiti del defunto è molto facile: basta farsi un conto con dieci dita, essendo poi onere del creditore provare di aver interrotto i termini con una diffida (di cui dovrà esibire l’originale dell’avviso di ricevimento della relativa raccomandata).

Vediamo allora come fare per orientarsi in questo settore.

Ricostruzione dei debiti del defunto

Hai due modi per sapere quanti debiti aveva il defunto: attendere che i creditori si facciano avanti oppure anticipare la loro mossa reperendo tu stesso le informazioni. In questo secondo caso puoi presentare una richiesta formale alla banca ove il parente passato a miglior vita aveva il conto corrente. Di solito, gli istituti di credito inviano degli estratti conto trimestrali per posta ordinaria; per cui, tramite di questi, potrai risalire alla banca con cui il de cuius ha intrattenuto rapporti.

Lo stesso dicasi per eventuali polizze assicurative, utenze e abbonamenti. Ogni volta che riceverai una lettera di sollecito di pagamento, una bolletta o una fattura potrai chiedere al creditore una rendicontazione degli importi dovuti dal defunto.

Con il fisco è molto più facile. Puoi rivolgerti a sette soggetti diversi chiedendo, a ciascuno di essi, un estratto delle debenze lasciate in sospeso dal tuo familiare:

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  • l’Inps;
  • l’Agenzia delle Entrate;
  • il Comune, la Regione e la Provincia;
  • Agenzia Entrate Riscossione: in questo caso chiederai un estratto di ruolo con tutte le cartelle notificate e non ancora onorate o di quelle in corso di rateazione;
  • la società di recupero dei crediti degli enti locali: anche in tale ipotesi puoi farti rilasciare un estratto di ruolo.

A quando risale il debito

Dopo aver passato in ricognizione i debiti del defunto, devi verificare a quando risalgono e se, successivamente alla scadenza del debito stesso, il creditore ha inviato un formale sollecito di pagamento (per “formale” si intende: con raccomandata a.r., con ufficiale giudiziario o messo comunale, con posta elettronica certificata). Ogni sollecito di pagamento, infatti, interrompe il termine di prescrizione e lo fa decorrere nuovamente da capo.

Di solito, è il creditore stesso, quando chiede dei soldi, a indicare la data in cui è scaduto il pagamento. Partendo da tale indicazione, potrai conteggiare se sono decorsi gli anni necessari a far scattare la prescrizione (a breve ti diremo anche quali sono i singoli termini).

L’atto interruttivo della prescrizione

Se, dai conti che ti sei fatto, dovesse risultare che un debito è prescritto potrai evitare il pagamento. Se il creditore dovesse invece dedurre di aver interrotto la prescrizione con una messa in mora, dovrà dimostrartelo. Quindi è lui che ha l’onere della prova e a te basta semplicemente sollevare l’eccezione di prescrizione.

Per quanto riguarda l’invio di tale diffida, valevole a interrompere la prescrizione, essa può essere indifferentemente spedita o al defunto (prima del suo decesso) o ai suoi eredi (solo dopo il decesso), purché chiaramente la spedizione sia stata eseguita  prima della scadenza della prescrizione.

Fa fede la data di ricevimento della raccomandata e non quella di spedizione.

Nel caso di notifica agli eredi, è sufficiente che la diffida sia stata spedita all’ultimo indirizzo di residenza del defunto e rivolta “impersonalmente a tutti gli eredi”. Basterà cioè scrivere, nell’intestazione della lettera, «Eredi del sig….». Questa regola vale però fino a un anno dopo l’apertura della successione. Scaduto il quale, le richieste di pagamento andranno rivolte a ciascun singolo erede (in proporzione alla rispettiva quota) e presso il proprio indirizzo di residenza.

Affinché abbia valore, l’atto interruttivo della prescrizione deve essere rivolta a coloro che hanno già accettato l’eredità (formalmente o con un comportamento tacito).

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Come si calcolano i termini di prescrizione dei debiti del defunto? 

La morte del defunto non cambia nulla in merito alla prescrizione dei debiti da questi dovuti. La morte stessa non è un atto interruttivo dei termini: per cui la prescrizione non inizia a decorrere dal giorno del decesso ma da quando il pagamento era dovuto o – se inviata – dal ricevimento dell’ultima lettera di diffida.

Quali sono i termini di prescrizione dei debiti del defunto? 

Nonostante la particolarità della materia delle successioni, i termini di prescrizione restano quelli ordinari previsti dalla legge per tutti gli altri casi.

In generale la prescrizione è di due tipi:

  • 10 anni: regola generale, valida ad esempio per i contratti, le fatture una tantum (ossia non quelle inviate periodicamente come per le utenze), le imposte dovute allo Stato, ecc.;
  • 5 anni: regola speciale, valida per gli atti illeciti come i risarcimenti, le imposte locali, i contributi previdenziali, il pagamento degli stipendi arretrati, ecc.

Sono poi previste delle regole speciali.

Prima di lasciarti a un vero e proprio schema con tutti i termini di prescrizione dei debiti, voglio condividere con te un importante aggiornamento. Si sta aprendo un filone giurisprudenziale sempre più consistente – condiviso anche da alcune sentenze della Cassazione – secondo cui tutte le cartelle di pagamento si prescrivono in 5 anni. E questo al di là del tipo di imposta o di sanzione che esse contengono.

Fermo restando che le sanzioni amministrative e penali, nonché le multe stradali, non si trasmettono mai agli eredi, che pertanto hanno diritto a chiedere lo sgravio, in tutti gli altri casi bisognerà corrispondere solo la parte del debito che non è caduta in prescrizione.

Ecco, dunque, quali sono i termini di prescrizione dei debiti del defunto.

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TABELLA A: I TERMINI DI PRESCRIZIONE DELLE CARTELLE

TIPOLOGIA DEL DEBITO TERMINE DI PRESCRIONE COMPETENZA
IRPEF 10 anni Commissione Tributaria
IVA 10 anni Commissione Tributaria
IRES 10 anni Commissione Tributaria
Imposta di Registro 10 anni Commissione Tributaria
Imposte ipocatastali 10 anni Commissione Tributaria
Crediti accertati con sentenza (a prescindere dalla natura del credito) 10 anni Non è più impugnabile se la sentenza è divenuta definitiva
Canone RAI 10 anni Commissione Tributaria
Diritti CCIAA 10 anni Commissione Tributaria
Contributi INPS e INAIL anteriori al 1.01.2016 10 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
Contributi INPS e INAIL successivi al 1.01.2016 5 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
Contributi per Gestione separata 5 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
Contributi minori 5 anni Tribunale ordinario sez. lavoro
TASI 5 anni Commissione Tributaria
TARSU 5 anni Commissione Tributaria
TARI 5 anni Commissione Tributaria
ICI 5 anni Commissione Tributaria
IMU 5 anni Commissione Tributaria
Sanzioni per multe stradali 5 anni Giudice di Pace
Sanzioni per omesso o ritardato versamento tributi 5 anni Commissione Tributaria
Altre sanzioni 5 anni Giudice di Pace
Bollo auto 3 anni Commissione Tributaria

TABELLA B: I TERMINI DI NOTIFICA DEL DEBITO

TIPO DI DEBITO TERMINE PER LA NOTIFICA DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO
somme dovute a seguito dell’attività di liquidazione delle dichiarazioni entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione [4]
somme dovute a seguito dell’attività di controllo formale delle dichiarazioni entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione [5]
somme dovute in base agli accertamenti dell’Ufficio entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo
somme dovute in base agli atti di recupero emessi a seguito dell’utilizzo in compensazione di crediti inesistenti entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo

TABELLA C: I TERMINI DI PRESCRIZIONE DEL DEBITO NON IN CARTELLA

TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 10 ANNI
debiti derivanti da contratti o atti leciti
debiti con banche e finanziarie e rate di mutuo
riconoscimento della qualifica superiore per il lavoratore dipendente
demansionamento da parte del datore di lavoro
diritto al pagamento del risarcimento in caso di assicurazione sulla vita
pagamento del prezzo per acquisti in genere
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 5 ANNI
debiti derivanti da atti illeciti
debiti per bollette del telefono (due anni per le bollette di acqua, luce e gas (se si perde la causa, prescrizione di 10 anni). Il termine è di 5 anni per tutte le altre bollette
spese condominiali
singole annualità rendite vitalizie
singole annualità delle pensioni alimentari: 5 anni
canone d’affitto
oneri di condominio
fitti di beni rustici
interessi dovuti alla banca o a qualsiasi altro creditore
tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi
diritto al pagamento dello stipendio per il lavoratore dipendente
diritto al pagamento del Tfr e di tutte le altre indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro
pagamento degli utili da parte di una società
possibilità dei soci di agire contro gli amministratori della società, per responsabilità nella gestione
pagamento dei contributi da parte del datore di lavoro
pagamento della retribuzione (busta paga) del lavoratore dipendente part time o full time, sia nel pubblico che nel privato
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 3 ANNI
pagamento dei corsi di lingua inglese o altre lingue ad insegnanti privati
pagamento delle lezioni private a insegnanti che impartiscono però le lezioni a termini più lunghi di un mese
pagamento dei prestatori di lavoro, per le retribuzioni corrisposte a periodi superiori al mese
pagamento dei compensi dei professionisti, per l’opera prestata e per il rimborso delle spese vive sostenute (se il professionista ha fatto firmare al cliente un contratto, vale il termine generale di 10 anni)
pagamento del notaio
cambiali
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 2 ANNI
diritto al risarcimento in caso di incidenti stradali
altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione
causa per contestazione di danni e vizi su contratti di appalto (denuncia entro 60 giorni dalla scoperta)
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE DI 1 ANNO
diritto del mediatore a vedersi pagata la propria provvigione
diritto dell’agente immobiliare al compenso per una vendita o un affitto
diritti derivanti dal contratto di spedizione e dal contratto di trasporto
pagamento del premio da pagare all’assicurazione per la polizza (di qualsiasi polizza si tratti)
pagamento delle lezioni private a insegnanti che impartiscono però le lezioni entro i limiti prestabiliti, a giorni o a singole ore, e comunque non oltre un mese
pagamento delle retribuzioni per prestazioni di lavoro non superiori a un mese
pagamento di convitti
pagamento dei commercianti, per il prezzo delle merci vendute a chi non ne fa commercio
pagamento dei farmacisti per le medicine acquistate presso la farmacia
iscrizione a scuole e palestre private
causa per contestazioni per lavori affidati a ditte di riparazione, manutenzione (la contestazione va fatta entro 8 giorni)
TIPO DI DEBITO CON PRESCRIZIONE INFERIORE A 1 ANNO
pagamento per il pernottamento in un hotel, albergo, ostello, affittacamere, bed & breakfast: 6 mesi
diritto di recesso in caso di acquisto di un prodotto fuori dal negozio (vendite su internet, su corrispondenza, televendite, telemarketing, ecc.): 14 giorni
diritto di recesso su pacchetti viaggio, su contratti bancari o assicurativi o su finanziamenti acquistati su Internet: 14 giorni
diritto di recesso da una polizza vita: 30 giorni
assegni: 6 mesi
CASI PARTICOLARI DI PRESCRIZIONE DEL DEBITO
risarcimento o restituzione del prezzo, da parte del negoziante, per aver acquistato un oggetto difettoso: per contestare il difetto ci sono 60 giorni
contestazioni al costruttore del palazzo per gravi difetti strutturali: la garanzia opera per 10 anni
vacanza rovinata per pacchetto viaggi non conforme alle promesse: presentazione reclamo: 10 giorni dal rientro

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